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	<title>Redazione, Autore presso Equa</title>
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	<description>La tua guida al consumo responsabile</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 14:52:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Etichetta Made in Italy: ecco cosa ci dice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 14:49:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando vediamo un'etichetta Made in Italy la associamo spesso a filiere più corte, minori emissioni legate al trasporto, maggiore tutela del lavoro. Ma non è sempre così</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/etichetta-made-in-italy/">Etichetta Made in Italy: ecco cosa ci dice</a> proviene da <a href="https://www.equapp.it">Equa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di consumo responsabile, il <strong><em>Made in Italy</em> </strong>viene spesso indicato come una scelta preferibile: filiere più corte, minori emissioni legate al trasporto, standard di tutela del lavoro generalmente più elevati rispetto a molti Paesi extra-Ue e la possibilità di non sostenere regimi autoritari o contesti segnati da gravi violazioni dei diritti e dell’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma quanto possiamo essere certi, quando acquistiamo un prodotto con la dicitura <em>Made in Italy</em>, che sia stato davvero realizzato in Italia? E <strong>cosa possiamo capire leggendo le etichette?</strong> Siamo sicuri che in questo modo sceglieremo prodotti che sono stati realizzati senza sfruttamento di lavoratrici e lavoratori?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, <strong>la questione è più complessa</strong> di quanto possa apparire a prima vista. E abbiamo quindi scelto di approfondirla, per poter orientare i nostri acquisti in modo più consapevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;etichetta <em>Made in Italy</em> nella normativa</h2>
<p>Nel linguaggio comune, <em>Made in Italy</em> viene spesso interpretato come interamente prodotto in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, la normativa europea e italiana definisce il <em>Made in Italy</em> in base alla “<strong>origine non preferenziale</strong>” della merce: un prodotto può essere indicato come <em>Made in Italy</em> quando l’<strong>ultima trasformazione o lavorazione sostanziale </strong>è avvenuta in Italia, anche se parti o semilavorati provengono dall’estero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A stabilirlo è il <strong>Codice Doganale</strong> dell’Unione europea (Regolamento UE 952/2013 e relative norme di attuazione).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/usato-seconda-mano/">Usato e rigenerato: scelte che fanno bene al Pianeta</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/cosmetici/cosmetici-sostenibili/">Cosmetici sostenibili: come scegliere i prodotti giusti</a></strong></p>
<figure id="attachment_7109" aria-describedby="caption-attachment-7109" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-7109 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy-2.jpg" alt="etichetta made in italy tessile" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy-2.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy-2-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7109" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/photos/label-clothing-label-woven-label-355115/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Quando un prodotto può essere <em>Made in Italy</em></h2>
<p>Secondo la disciplina sull’origine non preferenziale:</p>
<p>• un prodotto può essere considerato italiano se è <strong>interamente ottenuto in Italia</strong> (come prodotti agricoli raccolti e lavorati in Italia);</p>
<p>• oppure se in Italia è avvenuta l’<strong>ultima lavorazione sostanziale</strong>, anche se componenti o materie prime provengono da altri Paesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo principio è fondamentale: la dicitura <em>Made in Italy</em> non riguarda tutte le fasi produttive, ma può interessare solo <strong>l’ultima lavorazione significativa</strong> che dà al prodotto la sua identità industriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>&#8220;100% Made in Italy&#8221; e altre diciture: questione di etichetta</h2>
<p>Esistono indicazioni più specifiche rispetto al generico <em>Made in Italy</em>:</p>
<p>• “<strong>100% Made in Italy</strong>”, “<strong>100% Italia</strong>” o “<strong>Tutto italiano</strong>” sono riservate ai prodotti realizzati interamente in Italia: progettazione, lavorazione e confezionamento esclusivamente nel territorio italiano;</p>
<p>• per prodotti che <strong>non sono di origine italiana</strong>, ma riportano nome o marchio italiano, è richiesto che l’etichetta sia accompagnata da una <strong>specifica informativa</strong> sul Paese di produzione (per esempio: “prodotto fabbricato in …”, “importato da …”).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In altre parole: un capo <em>Made in Italy</em> può non essere stato prodotto interamente in Italia, purché l’ultima lavorazione sostanziale sia stata fatta nel nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/boicottaggio/boicottare-israele-nome-per-nome/">Boicottare Israele, nome per nome</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/alimentari/uova-di-pasqua-cioccolato/">Uova di Pasqua: come scegliere quelle più etiche</a></strong></p>
<p><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-7111 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy.jpg" alt="etichetta made in italy abbigliamento" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/03/made-in-italy-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<h2>Cosa NON garantisce il <em>Made in Italy</em></h2>
<p>La dicitura non garantisce automaticamente che:</p>
<p>• tutte le <strong>materie prime </strong>siano italiane, né che tutte le <strong>fasi della filiera </strong>produttiva siano state svolte nello stesso Paese;</p>
<p>• un prodotto sia stato realizzato da lavoratori con standard di tutela superiori o con <strong>condizioni di lavoro </strong>compatibili con quelli italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La normativa è orientata all’<strong>origine doganale</strong> del bene (ultimo luogo di trasformazione sostanziale), non alla tracciabilità completa della filiera produttiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Leggere l&#8217;etichetta in modo critico</h2>
<p>Quando si cerca trasparenza sull’origine, dobbiamo dunque tenere presente i seguenti aspetti:</p>
<p>• la dicitura <em><strong>Made in Italy</strong></em> indica soprattutto l’ultima fase significativa di lavorazione, secondo le regole doganali, non la provenienza di ogni componente;</p>
<p>• espressioni come “<strong>prodotto in Italia</strong>”, “confezionato in Italia” o “assemblato in Italia” non assicurano che tutte le parti del prodotto siano italiane;</p>
<p>• “<strong>Design italiano</strong>” / “<strong>Designed in Italy</strong>”: riguarda solo la progettazione, non la produzione;</p>
<p>• “<strong>Assemblato in Italia</strong>” spesso segnala che i componenti principali sono stati prodotti altrove;</p>
<p>• per avere maggiore chiarezza su filiera e provenienza delle materie prime, è utile cercare <strong>etichette aggiuntive</strong> (per esempio: “ingredienti coltivati in …”, “componenti di …”), quando disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nota: nel caso degli <strong>alimenti</strong>, la legge richiede anche informazioni sull’origine degli ingredienti primari in alcuni casi, ma questo è disciplinato da norme specifiche per categorie diverse (Regolamento Ue 1169/2011) e non sempre le indicazioni sono obbligatorie per tutti i prodotti alimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Etichetta Made in Italy: tessile, alimentare ed elettronica</h2>
<p>Non esiste una regola uguale per tutti i settori riguardo al significato di <em>Made in Italy</em>.</p>
<p><strong>• Abbigliamento e moda</strong>: molto spesso il prodotto può essere assemblato o confezionato in Italia, ma componenti o tessuti possono provenire da altri Paesi, così come la filatura, tessitura e tintura. In questi settori esistono normative specifiche per l’etichettatura dell’origine delle singole fasi (per esempio: legge Reguzzoni per tessile, pelletteria, calzature).</p>
<p><strong>• Alimentare</strong>: le regole sull’etichettatura dell’origine possono essere più complesse e dipendono dal tipo di prodotto. Per alcune categorie è obbligatorio indicare l’origine di determinati ingredienti.</p>
<p><strong>• Elettronica o prodotti complessi</strong>: molte componenti essenziali possono essere fabbricate all’estero. La dicitura <em>Made in Italy </em>può riferirsi all’assemblaggio finale o a fasi specifiche svolte in Italia, ma non esprime necessariamente l’origine completa del prodotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concetto di <em>Made in Italy </em><strong>non garantisce una filiera del tutto nazionale</strong> per alcun settore, ma indica dove si colloca il valore finale del prodotto secondo la normativa doganale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Etichettatura ingannevole o falsa: norme e sanzioni</h2>
<p>L’etichettatura ingannevole o falsa sull’origine può essere ritenuta una pratica illecita:</p>
<p>• la <strong>legge italiana</strong> prevede sanzioni in caso di indicazioni false o fallaci sull’origine dei prodotti;</p>
<p>• la <strong>Corte di Cassazione</strong> ha confermato che indicazioni ingannevoli sull’origine possono essere punite come reato quando la dicitura induce in errore il consumatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Paesi da evitare</h2>
<p>Nelle analisi delle aziende realizzate dai ricercatori di Equa, abbiamo considerato “<strong>Paesi oppressivi</strong>” &#8211; e quindi abbiamo penalizzato le imprese che ci hanno collaborato &#8211; quelli contenuti in questo elenco, aggiornato per l’ultima volta nel 2024 dal nostro partner <b><a href="https://www.ethicalconsumer.org/our-ethical-ratings/oppressive-regimes-and-their-allies" target="_blank" rel="noopener"><em>Ethical Consumer</em></a></b> in base a complessi criteri di valutazione: Algeria, Bangladesh, Bielorussia, Repubblica Centrafricana, Cina, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia, India, Iran, Iraq, Israele, Libia, Mali, Messico, Myanmar, Nigeria, Corea del Nord, Filippine, Russia, Arabia Saudita, Somalia, Sudan del Sud, Sudan, Turchia, Uganda, Venezuela.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle prossime analisi, probabilmente, considereremo anche altre fonti, perché Ethical Consumer ha smesso di aggiornare questo elenco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Comprare italiano non è la soluzione definitiva</h2>
<p>Scegliere <em>Made in Italy</em> può essere una decisione sensata dal punto di vista ambientale e sociale, ma solo se accompagnata da <strong>uno sguardo critico</strong>. Le etichette, come abbiamo visto, aiutano, ma non raccontano tutto. E settori diversi seguono regole e pratiche molto diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per un consumo davvero responsabile, il <em>Made in Italy </em>è <strong>un punto di partenza</strong>, non un punto di arrivo. E anche nel nostro Paese, del resto, non mancano casi di caporalato o di gravi violazioni dei diritti dei lavoratori, come è emerso recentemente dalle indagini della procura di Milano per <a href="https://www.osservatoriodiritti.it/tag/sfruttamento/" target="_blank" rel="noopener">sfruttamento</a> su molti marchi di abbigliamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Boicottare un intero Paese</strong>, ad ogni modo, può essere importante per mandare un segnale politico e provocare cambiamenti positivi: dall&#8217;apartheid in Sudafrica all&#8217;attuale situazione in Israele, Russia e Myanmar, rifiutarsi di commerciare o consumare è un modo per affrontare direttamente la violenza di Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/etichetta-made-in-italy/">Etichetta Made in Italy: ecco cosa ci dice</a> proviene da <a href="https://www.equapp.it">Equa</a>.</p>
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		<title>Usato e rigenerato: scelte che fanno bene al Pianeta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 13:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa succede quando compriamo prodotti nuovi e quali piattaforme ci aiutano a fare acquisti pensando all'ambiente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/usato-seconda-mano/">Usato e rigenerato: scelte che fanno bene al Pianeta</a> proviene da <a href="https://www.equapp.it">Equa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la quantità di <strong>rifiuti generati da apparecchiature elettroniche, abbigliamento e prodotti per la casa</strong> continua crescere, provocando danni ambientali e sociali devastanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Italia non fa eccezione. Secondo l’ultimo rapporto <strong>Eurostat</strong>, per esempio, nel 2023 sono stati immessi sul mercato nel nostro Paese 33,2 kg di nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche per abitante, mentre ne sono stati smaltiti correttamente appena 8,6 kg. A questo si aggiunge il peso ambientale delle materie prime necessarie per produrre nuovi articoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ripensare il consumo in modo responsabile significa quindi <strong>considerare alternative già disponibili</strong>, come acquistare usato, ricondizionato o riparato. È una scelta che riduce l’impatto negativo dei prodotti e, nella maggior parte dei casi, permette anche un risparmio economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo quindi scelto di occuparcene in maniera approfondita, chiarendo i termini della questione e dando alcune indicazioni pratiche. Con una sola, doverosa, avvertenza: abbiamo raccolto informazioni utili, ma <strong>non consigliamo in particolare alcun portale o rivenditore</strong> tra quelli elencati di seguito. Chiariamo anche, per trasparenza, che la nostra associazione non guadagna nulla da queste segnalazioni, che facciamo in <strong>piena autonomia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Usato e rigenerato: vantaggi per ambiente e portafoglio</h2>
<p>Optare per dare una seconda vita a un prodotto produce benefici immediati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>• Riduzione della domanda di materie prime</strong>: meno estrazione di minerali, meno lavorazioni ad alto impatto.</p>
<p><strong>• Taglio delle emissioni</strong>: in molti casi un prodotto rigenerato può comportare oltre l’80% di emissioni climalteranti in meno rispetto a uno nuovo.</p>
<p><strong>• Risparmio economico</strong>: l’usato consente di abbassare drasticamente i costi, mentre il rigenerato offre un compromesso sostenibile e una garanzia sul prodotto.</p>
<p><strong>• Prolungamento del ciclo di vita</strong>: si riduce il flusso di rifiuti e si rallenta il ritmo della cosiddetta “obsolescenza programmata”, la pratica di progettare prodotti con una durata limitata affinché sia necessario acquistarne di nuovi dopo un breve periodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/cosmetici/cosmetici-sostenibili/">Cosmetici sostenibili: come scegliere i prodotti giusti</a></strong><br />
<strong>• </strong><a href="https://www.equapp.it/boicottaggio/boicottare-israele-nome-per-nome/"><strong>Boicottare Israele, nome per nome</strong></a></p>
<figure id="attachment_6946" aria-describedby="caption-attachment-6946" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-3.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-6946 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-3.jpg" alt="seconda mano" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-3.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-3-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6946" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/photos/second-hand-sign-thrift-shop-20113/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Usato, rigenerato, nuovo: significato</h2>
<p>Non tutte le alternative al nuovo sono uguali. Capire le differenze aiuta a fare una scelta più consapevole, anche in base al tipo di prodotto e all’uso previsto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Usato</h3>
<p>È un prodotto già utilizzato, venduto “così com’è”. Ha l’<strong>impatto ambientale più basso</strong> in assoluto, perché non richiede alcun intervento aggiuntivo. È particolarmente indicato per abbigliamento, mobili, libri e oggetti durevoli. L’assenza di garanzia, a cui si può andare incontro acquistando da un privato, può essere compensata da prezzi molto ridotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ricondizionato (o rigenerato)</h3>
<p>È un prodotto usato che viene <strong>controllato, riparato e rimesso in vendita</strong> con garanzia. È la soluzione più adatta per elettronica e tecnologia, dove affidabilità e sicurezza contano. L’impatto ambientale resta nettamente inferiore rispetto al nuovo, anche considerando il processo di rigenerazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nuovo</h3>
<p>Rimane l’<strong>opzione più impattante</strong> in termini ambientali. Può essere giustificata solo in casi specifici: mancanza di alternative, esigenze professionali particolari o quando il prodotto nuovo garantisce una durata significativamente maggiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/bevande/pepsico/">PepsiCo, ecco come si fa a prendere 3 punti su 100</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/alimentari/uova-di-pasqua-cioccolato/">Uova di Pasqua: come scegliere quelle più etiche</a></strong></p>
<figure id="attachment_6944" aria-describedby="caption-attachment-6944" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6944 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-1.jpg" alt="usato vestiti" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-1.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-1-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6944" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/photos/flea-market-shoreditch-london-uk-5002452/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Prodotti elettronici e mobili: quando conviene riparare</h2>
<p>Non sempre è necessario acquistare un prodotto alternativo: spesso la riparazione rappresenta la scelta più responsabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>• Device elettronici</strong>: molte riparazioni comuni (batteria, schermo, componenti interni) costano tra il 20% e il 40% del valore del nuovo. Prima di pensare a un nuovo acquisto, quindi, è consigliabile verificare la possibilità di ridare una seconda vita al nostro prodotto. Per questo motivo, è importante verificare la possibilità della sostituzione dei componenti al momento dell’acquisto di un nuovo prodotto.</p>
<p><strong>• Elettrodomestici</strong>: per apparecchi di fascia media spesso conviene riparare. Per esempio, la sostituzione di una resistenza di un forno elettrico da incasso può costare 80 euro, contro alcune centinaia di euro per un apparecchio nuovo (esempio reale, verificato a dicembre 2025).</p>
<p><strong>• Mobili e oggetti domestici</strong>: la falegnameria di riparazione consente spesso interventi duraturi con costi contenuti.</p>
<p>Alcune risorse utili:</p>
<p><strong>• Repair Café Italia</strong>: eventi di auto-riparazione, volontari e strumenti disponibili. Informazioni sulla pagina <b><a href="https://www.facebook.com/repaircafeitalia/">Facebook</a></b> dedicata;</p>
<p><b><strong>• </strong><a href="https://it.ifixit.com/"><strong>iFixit</strong></a></b>: manuali gratuiti per la riparazione di migliaia di prodotti.</p>
<h2>Acquistare usato e rigenerato: le piattaforme online</h2>
<p>In Italia esistono realtà attive nella <strong>vendita di prodotti usati o rigenerati</strong>. Eccone alcune, suddivise per tipologia di prodotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Elettronica e tecnologia</h3>
<p><b><strong>• </strong><a href="https://www.refurbed.it/"><strong>Refurbed</strong></a></b>: venditore di dispositivi ricondizionati (smartphone, tablet, notebook).</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.trendevice.com/">TrenDevice</a></b></strong>: prodotti Apple ricondizionati e certificati.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.backmarket.it/it-it">Back Market</a></b></strong>: ampia scelta di ricondizionati, con rete di tecnici e laboratori di ricondizionamento partner.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://reware.it/">Reware</a></b></strong>: portatili aziendali usati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Abbigliamento e moda</h3>
<p><b><strong>• </strong><a href="https://www.babybazar.it/"><strong>Babybazar</strong></a></b>: abbigliamento e giochi usati per bambini e bambine.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://it.vestiairecollective.com/">Vestiaire Collective</a></b></strong>: specializzata in capi di lusso di seconda mano.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.vestilanatura.it/">Vesti la natura</a></b></strong>: vestiti e accessori femminili.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.vinted.it/">Vinted</a></b></strong>: abbigliamento e accessori di seconda mano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arredamento e oggetti per la casa</h3>
<p><b><strong>• </strong><a href="https://www.deesup.com/"><strong>Deesup</strong></a></b>: azienda italiana di arredamento usato di alta gamma.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.subito.it">Subito.it</a></b></strong>: tra i principali marketplace italiani, con ampia categoria dedicata a mobili e oggettistica.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://it.wallapop.com/">Wallapop</a></b></strong>: prodotti di seconda mano per casa e giardino, tecnologia ed elettronica, cinema e libri, collezionismo, tempo libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Libri, cultura e musica</h3>
<p><strong><b>• <a href="https://www.libraccio.it">Libraccio</a></b></strong>: libri usati, scolastici e non, con negozi fisici in Italia.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.passalibro.it/">Passalibro</a></b></strong>: libri nuovi e usati.</p>
<p><strong><b>• <a href="https://www.abebooks.it/">AbeBooks</a></b></strong>: piattaforma online per libri, articoli d&#8217;arte e articoli da collezione usati e nuovi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/imballaggi-sostenibili/">Imballaggi sostenibili: chi vince tra tetrapak, vetro, lattina e plastica</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/elettronica/imprese-e-diritti-umani-cellulari/">Imprese e diritti umani: il caso delle aziende che vendono cellulari in Italia</a></strong></p>
<figure id="attachment_6945" aria-describedby="caption-attachment-6945" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6945 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-2.jpg" alt="usato libri" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-2.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2026/01/usato-2-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6945" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/photos/book-shop-books-brick-wall-facade-6563786/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Catene dell&#8217;usato in Italia</h2>
<p>Qui di seguito, infine, ecco un breve elenco di reti con punti vendita presenti in più regioni italiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong><b><a href="https://www.mercatopoli.it">Mercatopoli</a></b></strong>: negozi dell’usato generalisti presenti in molte città; vendono anche online.</li>
<li><strong><b><a href="https://www.mercatinousato.com/">Mercatino</a></b></strong>: una delle catene di usato più diffuse nel Paese (abbigliamento, arredamento, tecnologia).</li>
<li><b><a href="https://humanavintage.it/"><strong>Humana Vintage</strong></a></b>: negozi di moda second-hand a scopo sociale (Milano, Roma, Torino).</li>
</ul>
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		<title>Cosmetici sostenibili: come scegliere i prodotti giusti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 15:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Cosmetici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prodotti per la cura della persona possono far male alle persone, all'ambiente e agli animali: ecco qualche indicazione per una scelta consapevole</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I prodotti per la cura personale &#8211; <strong>shampoo, bagnoschiuma, creme, deodoranti, scrub, cosmetici </strong>&#8211; accompagnano la nostra routine quotidiana. Ma contengono ingredienti sintetici, confezioni plastiche e (in alcuni casi) componenti di origine animale. Le cariche ambientali e sociali sono dietro ogni flacone, ma spesso restano invisibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cerchiamo dunque di offrire <strong>qualche strumento per orientarci </strong>fra marketing verde, certificazioni, ingredienti nocivi e pratiche etiche, <strong>con passi concreti </strong>che ciascuno di noi può mettere in atto subito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Prodotti cosmetici sostenibili: cominciamo dal packaging</h2>
<p><strong>Gran parte dei cosmetici è confezionata in plastica</strong> perché è un materiale resistente, economico e versatile. Ma una volta dispersa nell’ambiente, la plastica degrada molto lentamente. E anche l’uso di quella riciclata non basta: il packaging riciclato mal gestito, infatti, contribuisce all’inquinamento se non è progettato per essere riciclabile e correttamente smaltito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All&#8217;uso della plastica esistono già alcune valide alternative. Tra queste, gli imballaggi <strong>Sulapac</strong>, fatti di un materiale compostabile, che combina trucioli di legno da foreste certificate con leganti naturali, pensato per degradarsi entro qualche settimana se disperso nell’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, ci sono aziende che propongono altre alternative alla plastica. Come lo <strong>shampoo solido </strong>di Officina Naturae o della Saponaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, è importante leggere con attenzione le indicazioni riportate sulla confezione. Un flacone indicato “riciclabile”, per esempio, sarà senz’altro da preferire a una confezione che include elementi misti (plastica, metallo e carta, per esempio), perché molto più facile da separare, e quindi da smaltire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I materiali “<strong>compostabili</strong>”, naturalmente, sono sempre <strong>da preferire</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• </strong><a href="https://www.equapp.it/boicottaggio/boicottare-israele-nome-per-nome/"><strong>Boicottare Israele, nome per nome</strong></a><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/usato-seconda-mano/">Usato e rigenerato: scelte che fanno bene al Pianeta</a><br />
</strong></p>
<figure id="attachment_6783" aria-describedby="caption-attachment-6783" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6783 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-2.jpg" alt="brand cosmetici sostenibili" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-2.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-2-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6783" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/it/photos/bagno-shampoo-sapone-asciugamano-6822245/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Cosmesi sostenibile: ingredienti animali, cruelty-free, test sugli esseri viventi</h2>
<p><strong>Nell’Unione europea i test cosmetici sugli animali sono vietati</strong> per prodotti finiti e ingredienti dedicati al makeup o alla cura personale. <strong>Ma esistono scappatoie </strong>normative: ad esempio, ingredienti che in altri contesti possono essere testati su animali vengono poi usati anche nei cosmetici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un archivio molto utile per verificare il rispetto degli animali </strong>da parte di una marca è quello di <b><a href="https://crueltyfree.peta.org/" target="_blank" rel="noopener">Peta</a></b> (People for the ethical treatment of animals), dove è possibile verificare se un’azienda ha deciso di non testare, né di permettere test sugli animali, anche nella propria catena del valore. Questo stesso archivio è tra le fonti consultate dai nostri ricercatori di <a href="https://www.equapp.it/">Equa</a> per valutare il rispetto degli esseri viventi da parte di un’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordiamo che oggi ci sono ormai <strong>diverse alternative alla sperimentazione </strong>con l’uso degli animali, come i test in vitro e modelli di pelle artificiale che simulano le reazioni cutanee senza usare esseri viventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento dell’acquisto, dunque, è possibile controllare perlomeno se il brand è incluso in liste che garantiscono che non c’è stata crudeltà sugli animali (come la certificazione Peta) e se è indicata una dichiarazione “non testato su animali” con riferimento anche ai fornitori degli ingredienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/bevande/pepsico/">PepsiCo, ecco come si fa a prendere 3 punti su 100</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/alimentari/uova-di-pasqua-cioccolato/">Uova di Pasqua: come scegliere quelle più etiche</a></strong></p>
<figure id="attachment_6782" aria-describedby="caption-attachment-6782" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6782 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-3.jpg" alt="prodotti cosmetici sostenibili" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-3.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-3-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6782" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/it/photos/bottiglia-crema-bellezza-spa-8429706/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Cosmesi green: attenzione alle microplastiche</h2>
<p>Le <b><a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9657586/" target="_blank" rel="noopener">microplastiche </a></b>sono polimeri di dimensioni microscopiche usati nei cosmetici: esfolianti, glitter, filmanti. Quando vengono lavati via, <strong>possono passare attraverso i sistemi depurativi e finire in fiumi e mari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni paesi e l’Unione europea hanno cominciato a regolamentare l’uso intenzionale di microplastiche nei cosmetici come misura anti-inquinamento. Ma a volte queste sono nascoste sotto altri nomi, non sempre facili da identificare (come <strong>poli(met)acrilati, polietilene, polymethylmethacrylate</strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per evitare di incappare inconsapevolmente in questi prodotti, è possibile cercare di evitare quelli che comprendono “<strong>microbeads</strong>” o “<strong>polimeri</strong>” nella lista degli ingredienti, preferire cosmetici con <strong>scrub a base naturale</strong> (come polvere di bambù, gusci di nocciolo, argilla) e scegliere formule “rinforzate” (senza plastificanti o pellicole microplastici).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/imballaggi-sostenibili/">Imballaggi sostenibili: chi vince tra tetrapak, vetro, lattina e plastica</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/elettronica/imprese-e-diritti-umani-cellulari/">Imprese e diritti umani: il caso delle aziende che vendono cellulari in Italia</a></strong></p>
<figure id="attachment_6785" aria-describedby="caption-attachment-6785" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6785 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili.jpg" alt="packaging cosmetici sostenibili" width="750" height="430" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili.jpg 750w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2025/11/cosmetici-sostenibili-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6785" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/it/illustrations/eco-friendly-cosmetici-biologici-8473531/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Certificazioni e ingredienti sospetti: qualche suggerimento</h2>
<p>Dato che Equa non ha ancora potuto analizzare le aziende di questo settore, e quindi non possiamo dare indicazioni puntuali sui singoli marchi, cerchiamo perlomeno di dare <strong>qualche altra indicazione pratica</strong> per un consumo responsabile di questi prodotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto, ci sono alcune <strong>certificazioni</strong> che possono essere un buon indicatore: <strong>Cosmos</strong> (cosmesi biologica e naturale), <strong>Ecocert</strong>, <strong>Bdih </strong>(cosmetica naturale controllata), <strong>Cosmebio </strong>(cosmesi biologica).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come accennato in precedenza, è buona abitudini cercare gli ingredienti sospetti, come <strong>microplastiche, petrolati, Peg, parabeni e siliconi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, come sempre, ricordiamo che il primo atteggiamento di un consumatore attento all’impatto dei propri consumi è proprio quello di <strong>limitare il più possibile gli acquisti</strong>: comprare meno resta sempre il nostro faro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Brand cosmetici sostenibili: (timidi) consigli per gli acquisti</h2>
<p>Come detto, i ricercatori della nostra app per il consumo responsabile non hanno ancora analizzato questo settore azienda per azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Detto questo, però, ci sentiamo di citare qui <strong>alcuni marchi che, almeno all’apparenza, sembrano avere le carte in regola </strong>per essere ritenuti più amici dell’ambiente, degli animali o dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due di questi li abbiamo già citati in precedenza: <strong>La Saponaria</strong> e <strong>Officina Naturae</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono poi le creme <strong>Natyr</strong>, biologiche e non testate sugli animali, proposte da <strong>Altromercato</strong> (commercio equo e solidale).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <b><a href="https://seevegan.it/marchi-cosmetici-vegan-e-cruelty-free/#Lista_marchi_cosmetici_vegan" target="_blank" rel="noopener">questo articolo</a></b>, infine, si trova una lista di <strong>cosmetici vegani</strong>, che quindi garantiscono il rispetto degli animali.</p>
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		<title>Imballaggi sostenibili: chi vince tra tetrapak, vetro, lattina e plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 16:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[imprese e diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta al mese inviamo una newsletter gratuita per aiutare i lettori a orientare gli acquisti verso scelte più sostenibili. Eccone un esempio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una volta al mese inviamo agli iscritti la newsletter gratuita <strong>Consumi Responsabili</strong>, pensata per aiutare i lettori a orientare gli acquisti verso scelte più sostenibili e collegata al progetto di <a href="https://www.equapp.it/"><strong>Equa</strong></a>, la prima app in Italia sul consumo responsabile.<br />
Qui sotto pubblichiamo l&#8217;edizione di maggio 2024 per mostrare un esempio dei temi che trattiamo.<br />
</em></p>
<p><strong><em>Per non perderti i prossimi numeri, puoi iscriverti gratuitamente <a href="https://osservatoriodiritti.us15.list-manage.com/subscribe?u=b095c8bf7cf8aafc6218db83a&amp;id=82afbb78bd" target="_blank" rel="noopener">cliccando subito qui</a>.<br />
</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ti è mai capitato di essere per strada con una gran sete e di non avere con te la borraccia? Con l&#8217;estate alle porte e le temperature (quasi) in rialzo, proviamo a rispondere a una domanda rompicapo: se proprio non si può fare a meno di una bibita dissetante, quale contenitore monouso è più sostenibile tra la bottiglia di plastica, quella di vetro, la lattina e il cartone per bevande, noto anche come tetrapàk?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una risposta semplice e univoca non esiste. Molto dipende dal processo produttivo, dal contesto geografico, dall&#8217;utilizzo che viene fatto di questi contenitori e dove vengono buttati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per trovare una soluzione ci siamo basati su <strong>uno studio del 2020 del Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente </strong>(<em>Single-use plastic bottles and their alternatives</em>). Il rapporto mette a confronto i cicli di vita dei quattro imballaggi monouso sopra citati. Il <strong>Life Cycle Assessment (LCA)</strong> è una metodologia analitica e standardizzata che valuta l&#8217;impronta ambientale di un prodotto dalle fasi di estrazione delle materie prime, alla sua produzione, distribuzione, utilizzo e dismissione finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco alcuni punti fermi utili per orientarsi la prossima volta che ci si fermerà al bar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Imballaggi sostenibili: i cartoni per bevande monouso</h2>
<p>I cartoni per bevande, ricordiamolo, non sono fatti di sola carta, ma normalmente contengono uno strato di plastica e a volte anche di alluminio, motivo per cui non è così semplice riciclarli. Secondo lo studio <strong>sono preferibili rispetto alla bottiglia di plastica monouso se vengono usati come contenitori per il latte, i succhi e altre bibite simili</strong>. Quando invece contengono acqua, i vantaggi in termini di impatto del ciclo di vita si riducono e le bottiglie in PET (polietilene tereftalato) mostrano prestazioni ambientali simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno dei motivi è che i cartoni per bevande utilizzati per l’acqua naturale hanno uno strato di alluminio che le bottiglie in PET non hanno. Inoltre le bottigliette sono più leggere e <strong>il peso del contenitore incide sulle emissioni prodotte dal trasporto</strong>. Attenzione quindi a chi vende l&#8217;acqua nel tetrapàk facendola passare come più sostenibile&#8230; non è proprio così.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<p><strong>• </strong><a href="https://www.equapp.it/boicottaggio/boicottare-israele-nome-per-nome/"><strong>Boicottare Israele, nome per nome</strong></a><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/consumo-responsabile/usato-seconda-mano/">Usato e rigenerato: scelte che fanno bene al Pianeta</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_6404" aria-describedby="caption-attachment-6404" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6404 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-2.jpg" alt="imballaggi sostenibili per alimenti" width="640" height="420" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-2.jpg 640w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-2-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6404" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/photos/milk-carton-drink-dairy-container-2700595/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h2>Gli esempi delle bottiglie di vetro monouso</h2>
<p>Le bottiglie di vetro monouso hanno <strong>prestazioni ambientali peggiori rispetto alla bottiglia di plastica monouso nella maggior parte delle categorie di impatto</strong>. Le bottiglie di vetro (0,75 l) devono essere riutilizzate almeno tre volte per essere equivalenti dal punto di vista ambientale alle lattine in alluminio e alle bottiglie in PET (0,5 l).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ci ha spiegato <strong>Lucia Rigamonti</strong>, professoressa associata del dipartimento di ingegneria civile e ambientale del Politecnico di Milano,<strong> il costo di produzione di una bottiglia di vetro è altissimo</strong> sia in termini di estrazione della materia prima sia di trasformazione della stessa, viste le alte temperature necessarie per la sua lavorazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un altro elemento che impatta è il peso del contenitore</strong> e quindi il trasporto. Uno studio fatto dal suo dipartimento (<em>Life cycle assessment of bottled mineral water for the hospitality industry in Northern Italy</em>) mette a confronto l&#8217;uso, nel settore dell&#8217;ospitalità, delle bottiglie in PET monouso da 0,5 litri con quelle di vetro ricaricabili da un litro. Per essere “sostenibili” quelle di vetro devono essere riutilizzate almeno 25 volte e non devono percorrere più di 300 km. Ahimè, la bottiglia di birra ha quindi un bell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lattina di alluminio monouso</h2>
<p>Considerando l&#8217;impatto per litro di bevanda, rispetto a una lattina di alluminio da 0,33 litri, <strong>una bottiglia in PET da 0,5 litri ha un impatto climatico leggermente maggiore, mentre l’impatto climatico di una bottiglia in PET da 2 litri è molto inferiore</strong>. Quindi anche in questo caso, chi vende l&#8217;acqua in lattina come “più ecofriendly”, non sta dicendo tutta la verità. Perché i contenitori di alluminio si possano considerare migliori delle bottiglie di plastica monouso, devono essere utilizzati più di tre volte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ci ha spiegato <strong>Danilo Gasca</strong>, esperto di scienza dei materiali e divulgatore scientifico, è vero che la plastica, a differenza del vetro e dell&#8217;alluminio, non può essere riciclata infinite volte (al massimo può subire due o tre cicli di riutilizzo). Ma la plastica riciclata può essere usata in una certa percentuale (fino al 60%) insieme ad altra plastica vergine per creare nuove bottiglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Suona strano, ma alla fine, se mai vi doveste trovare per strada senza la vostra borraccia e aveste l&#8217;esigenza di dissetarvi con una bibita diversa dall&#8217;acqua, <strong>l&#8217;ideale sarebbe acquistarla nella bottiglietta di plastica riciclata</strong> perché è questo il contenitore monouso con la più bassa impronta di carbonio a livello sia di produzione dell&#8217;oggetto che di estrazione della materia prima&#8230; <strong>a patto che questa stessa bottiglietta non venga buttata per strada o in un cestino dell&#8217;indifferenziata</strong>, ma conferita nell&#8217;apposito contenitore della raccolta differenziata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutto questo discorso va però aggiunta una postilla, anzi due. La prima è che la scelta più sostenibile in assoluto è quella di <strong>ridurre l&#8217;utilizzo di imballaggi monouso</strong> e quindi <strong>la cosa migliore è sempre quella di bere l&#8217;acqua del sindaco</strong>. La seconda è che tra i criteri presi in considerazione dagli studi sul ciclo di vita del prodotto (LCA) al momento <strong>non è ancora stato inserito l&#8217;impatto che hanno le microplastiche a livello umano e ambientale</strong>. Quindi in futuro, forse, le valutazioni potrebbero cambiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/cosmetici/cosmetici-sostenibili/">Cosmetici sostenibili: come scegliere i prodotti giusti</a></strong><br />
<strong>• <a href="https://www.equapp.it/alimentari/uova-di-pasqua-cioccolato/">Uova di Pasqua: come scegliere quelle più etiche</a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_6406" aria-describedby="caption-attachment-6406" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6406 size-full" src="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-3.jpg" alt="imballaggi sostenibili esempi" width="640" height="420" srcset="https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-3.jpg 640w, https://www.equapp.it/wp-content/uploads/2024/07/consumi-responsabili-3-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6406" class="wp-caption-text">Foto: via <a href="https://pixabay.com/photos/tin-beverage-soda-5002709/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Ci risentiamo il mese prossimo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La redazione di <em>Osservatorio Diritti</em></p>
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